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cella di bacco, enoteca nel cuore di Milano

Suggestiva e caratteristica enoteca dalle atmosfere e dai sapori perduti...

Cella di Bacco, non una comune cantina ma un luogo dove è possibile vivere un'esperienza di degustazione unica con un'accurata selezione dei migliori vini italiani. Ricavata dalle segrete dell'antico Château Monfort, Cella di Bacco, con le sue arcate in mattoni rossi, i suoi scaffali occupati dalle migliori bottiglie e l'ampio tavolo in legno centrale, costituisce il cuore vivo dell'urban château.

Protagonista indiscusso qui questo suggestivo ambiente è però Venissa, un vino raro ricavato da una produzione limitata di uva, solo poco più di 40 quintali da un ettaro di vigna, che rappresenta parte importante della storia di Venezia. Venissa è curato da due grandi enologi, Desiderio Bisol e Roberto Cipresso; la vinificazione che nasce dalla loro esperienza punta a trasportare l’unicità del terrorio nel bicchiere, una produzione di meno di 4000 bottiglie destinata ad appassionare collezionisti di tutto il mondo. Un vino unico, prodotto nella laguna dal vitigno Dorona di Venezia, coltivato per secoli e quasi scomparso,recuperato soltanto  nel 2002 dalla famiglia Bisol.

L'uva d'oro, nettare dalla storia romantica


La famosa Dorona, detta anche Uva d’oro, già usata nei banchetti dei Dogi veneziani, è un tesoro nascosto nelle piccole proprietà dei contadini dell'arcipelago di Torcello, Burano e Mazzorbo, che stava purtroppo per essere perduto. Anni di ricerche storico-enologiche, hanno riportato in vita questo prezioso vitigno nella tenuta Venissa.
Venissa rappresenta oggi uno degli ultimi esempi di vigna murata, infatti la tenuta, di oltre 2 ettari, è interamente circondata da mura medievali; le sue viti affondano le radici in un terreno ricco di limo, argilla e microrganismi. E' quindi dal recupero dell’uva Dorona che nasce Venissa.
Anche la bottiglia che contiene il prezioso vino omaggia il passato di Venezia, infatti le autentiche foglie d’oro zecchino della tradizione veneziana sono ormai difficili da reperire, ma grazie al laboratorio Berta Battiloro, il cui cognome evoca chiaramente i lunghi trascorsi dell’attività di famiglia, nascono le straordinarie “etichette” del Venissa, che sono in seguito applicate a mano su ogni bottiglia, e fuse nel vetro all’interno dei forni della vetreria Carlo Moretti di Murano.

Percorso degustazione